Praticare lo Yoga e suonare la Tromba, c’è connessione tra le 2 cose?


Lo Yoga è un antichissimo e complesso sistema di conoscenze, che servendosi di una vasta scelta di tecniche, promuove e rende possibile l’integrazione dei vari piani dell’esistenza umana:

Corpo – Respiro – Energia – Mente.

Analizzando tali piani, noterai subito il nesso che c’è con qualsiasi pratica strumentale, nel caso specifico con lo studio della tromba.

Ciao e bentornato nel mio sito, oggi ti spiegherò come possiamo migliorare la nostra pratica strumentale, e non solo, attraverso la conoscenza e la pratica costante dello yoga.

In effetti possiamo abbinare i piani dell’esistenza umana appena esposti con tutto ciò che ci occorre per suonare bene la tromba:

  • Corpo, muscolatura adeguata (addome, muscoli facciali, muscoli labiali, ecc.) che devono essere elastici e forti ma nello stesso rilassati e non rigidi.
  • Respiro, inteso soprattutto come respiro consapevole, controllato; è proprio grazie al corretto modo di respirare che riusciamo a suonare nei diversi registri della tromba e ad avere, oltre ad un buon controllo, anche una bella qualità di suono.
  • Energia, sappiamo benissimo che l’uso corretto della muscolatura da sola non basta per fare musica, occorre prima di tutto avere una buona idea musicale. Bisogna altresì ricercare e migliorare sempre tale idea, che deve essere chiara e funzionale; una volta ottenuto ciò, possiamo stare certi che il nostro corpo, prima o poi, sarà in grado di realizzarla e con tutte le sue sfaccettature:  timbro, dinamica, fraseggio, ecc.
  • Mente, senza il suo corretto utilizzo ed il suo controllo, niente è veramente realizzabile;  concentrazione, buone idee e strategie funzionali sono fondamentali per poter raggiungere qualsiasi traguardo.

Sono stato convincente?

Vediamo adesso che cosa è in grado di offrirci lo yoga e ti renderai conto tu stesso di come tale argomento sia veramente degno di un approfondimento.

Perché Praticare Yoga?


Con la pratica regolare e costante di yoga sentiamo affiorare in noi benessere, calma e lucidità mentale.

Lo yoga è quindi un toccasana per la mente che apparirà più lucida e concentrata nei momenti di bisogno.

Lo yoga ci permette di gestire le emozioni che, normalmente, avrebbero il sopravvento sulla nostra ragione.

Mi viene subito in mente la circostanza in cui, non potendo ottenere il risultato sperato, magari a causa di una “maledetta” nota acuta, ci sentiamo subito sconfortati, inadeguati e scoraggiati.

Facendo yoga si sviluppa un atteggiamento di maggiore responsabilità e centratura, per affrontare al meglio le prove e le sfide della vita quotidiana.

Cobra - posizione yoga

Le tecniche dello yoga servono ad armonizzare il sistema corpo-energia-mente, e lasciano scaturire nel praticante forza, determinazione e chiarezza di idee.

Bello no?

Chiarezze di idee, forza, determinazione, non sono tutti elementi necessari ed indispensabili per chi vuole intraprendere un qualsiasi progetto nella vita?

A maggior ragione se si tratta di voler intraprendere lo studio di uno strumento musicale, ancor di più se si tratta della tromba; ne sanno qualcosa tutti coloro che, trovandosi lo strumento tra le mani per la prima volta credono, illudendosi, di essere in grado in pochissimi minuti, di poter produrre con semplicità e spontaneità i primi suoni!

Lo Yoga è l’incontro tra il corpo, la mente e lo spirito che devono essere in perfetto equilibrio tra di loro.

La cosa positiva è che può essere praticato da chiunque: non vi sono, infatti, limiti in termini di età e preparazione fisica.
Questa disciplina include gli esercizi di respirazione (Pranayama), le posture (Asana), la meditazione e i mantra.

In questo articolo mi focalizzerò soprattutto sulle asana e sui pranayama in quanto molto importanti per trovare un buon equilibrio, aumentare il controllo dei muscoli e della mente anche attraverso la respirazione. Inoltre, molto importante per chi come noi suona uno strumento musicale, rafforza le funzioni del cervello ed, in particolar modo, quelle responsabili dell’attenzione e della memoria.

I benefici dello yoga


Questa pratica millenaria fa bene al corpo, ma soprattutto alla mente. Lo scopo principale dello yoga è proprio quello di creare una connessione molto profonda tra corpo e mente, nonché poter beneficiare di uno stato di leggerezza e rilassatezza. Praticarlo con costanza, infatti aiuta a diminuire lo stress in cui è immersa la nostra vita.

Bisogna inoltre sottolineare che l’esecuzione delle asana deve essere portata a termine secondo le proprie capacità, senza compiere alcuno sforzo ed in base a ciò che si intende approfondire. Quel che veramente conta è il progresso, il miglioramento e non l’esecuzione perfetta.

Analizziamo ora, i benefici apportati a livello fisico, mentale ed emotivo.

Benefici fisici


Praticare yoga in modo regolare migliora il proprio apparato muscolo-scheletrico, fa bene alla respirazione, favorisce la circolazione sanguigna e mantiene in salute il sistema nervoso.
Le posizioni dello yoga, che come abbiamo visto si chiamano asana, rafforzano i muscoli: alcune di queste si concentrano sugli arti superiori, altre su quelli inferiori ed altre ancora sugli addominali.
Questa disciplina è un’ottima alleata del cuore: abbassa, infatti, il battito cardiaco e regola la pressione sanguigna.

Le asana migliorano la salute del muscolo cardiaco, il quale pompa il sangue in modo più efficiente e la quantità di ossigeno trasportata è maggiore.
Chi pratica questa disciplina impara, inoltre, a respirare più profondamente e più lentamente: i polmoni lavorano meglio e l’introito di ossigeno, associato ad ogni atto respiratorio, è più elevato.
I benefici dello yoga arrivano anche al sistema nervoso parasimpatico che svolge un’azione calmante. Utile soprattutto quando ci troviamo di fronte alle non desiderate giornate NO.

Questo effetto rilassante si ripercuote sul sistema immunitario, che risulta essere maggiormente rafforzato e pronto a combattere virus e batteri.

In effetti, se ci penso, da quando faccio yoga non ho più avuto il fastidiosissimo Herpes Labiale!

Quest’ultimo spesso sembra essere causato proprio da stress e forti emozioni e lo yoga non può che essere di sostegno per la sua prevenzione e per velocizzare l’autoguarigione. Allo stesso modo, la respirazione ci consente di lavorare sull’emozione che è dietro alla sua manifestazione.

La pratica costante consente, infine, di espellere dal corpo sostanze nocive e tossine.

Come è facile intuire tutti i benefici finora esposti rendono il nostro corpo più performante e ciò non può che agevolare la pratica di studio quotidiana della tromba migliorandone nel contempo la qualità del suono.

Benefici mentali ed emotivi

Chi pratica yoga impara, con il tempo, a gestire situazioni ad alto tenore di stress, a rilassarsi e concentrarsi. Attraverso la meditazione impariamo ad osservare e controllare la mente e ciò può rivelarsi molto utile in caso d’ansia.
Questa disciplina stimola zone del cervello solitamente poco usate, risvegliando l’intuizione.

Viene, inoltre, favorita la produzione della dopamina, neurotrasmettitore responsabile del buonumore.

L’emotività, in molte situazioni, gioca dei brutti scherzi ed innesca reazioni istintive, spesso fuori luogo: lo yoga permette di prendere le distanze da determinate situazioni, riducendone così il coinvolgimento.
I praticanti acquisiscono, con il tempo, una maggiore consapevolezza di sé stessi e del mondo esterno che li circonda; entrano in contatto con la propria essenza ed eliminano, dalla propria vita, tutto ciò che non è fondamentale.

Come abbiamo visto, quindi, anche i benefici mentali ed emotivi sono estremamente importanti per chi, come noi, passa molte ore ad esercitarsi, spesso con livelli di stress alti sia fisici che mentali.

Lo yoga può essere utile inoltre per chi deve imparare a gestire e superare l’ansia durante le prime esibizioni pubbliche, oltre che per coloro che intendono aumentare l’autocontrollo e la creatività.

Aumenta anche la fiducia in sé stessi, la voglia di fare ed aiuta a pianificare meglio le ore da dedicare allo studio della tromba.

Tre Tipologie di Yoga


Esistono diverse tipologie di yoga e ciascuna di esse si focalizza sui diversi aspetti che il praticante intende approfondire o esplorare. La forma di yoga da praticare infatti, deve essere scelta in maniera del tutto personale e sulla base dei propri obiettivi.

Io personalmente pratico prevalentemente tre tipi di yoga; per chi volesse conoscerne altri, basta fare una ricerca in rete per scoprire quali sono le diverse tipologie di yoga esistenti e quale è la più adatta al suo stile di vita e alle sue necessità.

Ecco le tre tipologie che io ho avuto modo di sperimentare e che attualmente pratico in maniera abituale:

  • Hatha Yoga che è la base, lo stile più antico e tradizionale. Nasce per ristabilire l’equilibrio dentro di noi ed è adatto ai principianti. Le sequenze hanno un ritmo più lento, i movimenti sono morbidi, le posizioni sono alla portata di tutti e per questo è soprattutto indicato per chi vuole iniziare per gradi. Questo tipo di yoga è quello maggiormente praticato dai trombettisti che vogliono esplorare ed approfondire la respirazione profonda e completa. In passato è stato praticato da Maynard Ferguson, Bobby Shew, Don Ellis e numerosi altri musicisti. Lavora sulla forza fisica e sulla respirazione ed apporta, più di tutti gli altri, benefici sul piano fisico; favorisce l’elasticità dei muscoli e dei tendini, oltre a prevenire e curare il mal di schiena, mentre gli esercizi respiratori conferiscono più vigore all’organismo.
    Si lavora, infatti, maggiormente sulla respirazione diaframmatica, molto importante per il controllo del suono negli strumenti a fiato.
    L’Hatha Yoga, inoltre, è l’ideale per tutti coloro che soffrono l’ansia e gli attacchi di panico, problematica molto frequente, tra l’altro, in coloro che intendono avvicinarsi al mondo del palcoscenico.
  • Vinyasa, un tipo di yoga dinamico che prevede spesso un ritmo molto sostenuto; le asana sono collegate insieme in una serie di movimenti che vengono sincronizzati con il respiro. Un’attenzione particolare è posta proprio sul respiro e sulla transazione di passaggio da un’asana all’altra. In generale, i movimenti ascendenti sono aiutati dall’inspirazione ed i movimenti verso il basso dall’espirazione; questo consente di espandere maggiormente il torace e di rinforzare ulteriormente l’addome. Seguendo il principio del flusso armonico di respiro e movimento, la mente di chi pratica Vinyasa Yoga è presto assorbita nella pratica, distolta dai suoi schemi abituali e portata a livelli superiori di consapevolezza. Il respiro controllato calma il sistema nervoso e purifica gli organi interni, i vasi sanguigni e il sistema linfatico, migliorando la salute e generando un senso di benessere profondo. I continui movimenti, da una posizione ad un’altra, danno un beneficio cardiovascolare aggiunto, che le forme più tradizionali di yoga non danno. Una pratica quotidiana del Vinyasa Yoga può aumentare la forza muscolare, la resistenza e la flessibilità, e ridurre i livelli di stress.
    Il ritmo deciso e le continue variazioni nell’affascinante serie di posizioni lo rendono un eccellente esercizio fisico, in grado di mantenere il corpo nella sua forma ottimale attraverso tutte le fasi della vita. Non prevede sequenze prestabilite: cambiano di lezione in lezione.
  • Yin Yoga, è uno stile molto diverso dagli altri due. A differenza dei primi, lavora sull’allungamento profondo, ossia sulla fascia del corpo, non sui muscoli. Lo yin yoga è un tipo di yoga dal ritmo lento in cui le posizioni vengono mantenute più a lungo rispetto al solito (in genere dai 2 ai 5 minuti). Porta all’ascolto del corpo e prevede pochi movimenti e molto lenti. Lo scopo dello yin yoga è quello di stimolare il tessuto connettivo, applicando una tensione ottimale per un certo tempo pur mantenendo una respirazione profonda. Così facendo il tessuto connettivo si allunga, si fortifica e si apre lentamente, creando più spazio tra le articolazioni; migliora il movimento e le rende più salde, stabili e forti, e ne aumenta la flessibilità muscolare. Come qualsiasi altro tipo di yoga, i benefici dello yin yoga si riscontrano sia a livello fisico che mentale. Da un punto di vista fisico è molto utile per migliorare la flessibilità in quanto permette ai tessuti di allungarsi. Da un punto di vista mentale la staticità della pratica permette al praticante di essere guidato all’ascolto del respiro e del silenzio. In questo modo viene stimolato il sistema parasimpatico e la mente si tranquillizza, lasciando una sensazione di calma e pace mentale, rendendo questo stile perfetto per prepararsi alla meditazione. Personalmente lo trovo molto indicato per raggiungere la calma interiore. Inoltre mi è stato molto utile per liberare emozioni represse. 

Trovo benefico lo yoga per allargare le spalle, per sviluppare e rinforzare i muscoli addominali, per correggere e migliorare la postura, per rinforzare la schiena ed espandere il torace. Inoltre, quando praticato con costanza, aiuta a mantenere rilassati i muscoli del collo, della mandibola e tutti i muscoli facciali oltre che a rinforzare le braccia.

In passato, durante le esercitazioni con la tromba, erano proprio questi i punti (collo, schiena, braccio sinistro, ecc.) dove spesso provavo fastidio e non era raro che tali fastidi si traducessero in dolori.

Il Sistema Americano – il sistema che ti fa suonare!

Non a caso anche il “Sistema Americano” di Biasutti e Burke propone esercizi per il rinforzo dei muscoli, indicando anche una serie di Esercizi Fisici Indispensabili”, che sembrano essere molto simili alle posizioni del Vinyasa Yoga. La differenza che ho trovato con gli esercizi proposti da Biasutti e Burke è che lo yoga tratta il concetto di respirazione in maniera più rilassata e che le posizioni della asana non sforzano in maniera eccessiva i muscoli. Questo provoca più benessere e, a livello psicologico, aiuta il praticante a trovare i propri spazi e il proprio equilibrio.

Personalmente durante la pratica dello yoga non ho mai provato sensi di inadeguatezza, così come spesso mi accadeva in passato quando praticavo gli esercizi fisici proposti dal “Sistema Americano”.

Per quanto riguarda la meditazione ne ho parlato anche nell’articolo Musica e Mindfulness.

Nel caso in cui non l’avessi ancora letto, clicca sul link di seguito:

Potere al respiro!


Se il sistema nervoso è il collegamento tra la mente e il corpo, il Pranayama è la chiave, perché con l’aiuto di tali esercizi possiamo influenzare direttamente la mente.

Che cosa è il pranayama? Il controllo del respiro.

Voglio confidarti che ho intrapreso questo percorso proprio perché ero curioso di approfondire la pratica del respiro.

Non so se sai che possiamo usare il respiro per passare dal sistema simpatico (la risposta attacco o fuga) a quello parasimpatico (modalità di relax). A pensarci bene è molto semplice, basti pensare a cosa accade quando sei nervoso o spaventato. Inizi a respirare in maniera superficiale alternando respiri corti e probabilmente a respiri irregolari; di sicuro la parte che utilizzerai maggiormente sarà quella alta dei polmoni ed inconsapevolmente il tuo addome risulterà essere contratto.

Avrai sentito abbastanza di frequente l’espressione: mi sento un pugno allo stomaco!

Ebbene, possiamo affermare che le emozioni influenzano il respiro.

La cosa interessante è che possiamo anche invertire tale processo.

In sostanza quando sei teso, arrabbiato, nervoso o in uno stato emotivo agitato, iniziando semplicemente a respirare in maniera lenta e profonda e consentendo al respiro di arrivare fino all’addome, puoi consapevolmente calmare e riprendere il controllo delle tue emozioni.

Puoi usare questo processo per fare la tua pratica giornaliera di Svadhyaya, cioè il tuo studio del sé:

calma la mente, analizza la tua giornata, le tue sensazioni, le tue relazioni, vedi se riesci a capire da dove sono arrivate e quali emozioni sono state attivate dalle esperienze passate. Se dovessi agitarti, non ti preoccupare, basta riportare la tua attenzione nuovamente al respiro.

Impariamo ad Invertire il Respiro


Abbiamo visto come il sistema nervoso e l’apparato respiratorio sono collegati fra loro. Abbiamo anche visto che quando ci troviamo in una situazione stressante, iniziamo a respirare in maniera scorretta e affannosa, in altre parole in maniera superficiale.

Attenzione! Se rimaniamo stressati per un lungo periodo, questo modo di respirare superficiale può diventare un’abitudine.

Ho avuto un’esperienza del genere tanti anni fa. In quel periodo stavo svolgendo un’attività concertistica più intensa. Terminati i concerti, e dedicandomi nuovamente allo studio della mia tecnica giornaliera, mi resi conto che stavo respirando male, con la parte alta del torace; praticamente, senza essermene reso conto, avevo smesso di utilizzare la respirazione diaframmatica!  

Per chiarire meglio, provo a farti un esempio:

immagina di trovarti in un periodo stressante di lavoro. Ti esibisci ogni sera, magari per un mese di fila,  interpretando un pezzo da concerto dove la parte che suoni non è proprio alla tua portata. Diciamo che sei consapevole del fatto che quella parte è un po’ difficile per il tuo livello e questo ti crea non poco stress. La tua risposta attacco o fuga è costantemente attiva e rende il tuo respiro superficiale. Durante l’esibizione, nella parte più impegnativa, ti concentri maggiormente nel suonare a mala pena le note, non riesci a trovare il tempo per poter pensare al resto!

Ti è mai capitata una situazione simile?

a me si, e ti posso assicurare che non è proprio una sensazione piacevole!

Il corpo ha la straordinaria capacità di adattarsi sempre alla situazione in cui si trova, e di ascoltare gli input che riceve. In questo caso utilizzando la respirazione  toracica per un bel po’ di giorni, il tuo sente che questa è l’unica respirazione funzionale per la riuscita di quel compito in quella determinata circostanza. Non vede alternative, non riesce a gestirle e non può rischiare di tentare un cambiamento. Dovrebbe essere la mente a farlo.

Ma per un attimo torniamo alla nostra situazione.

Adesso finalmente quella serie di concerti dove eri costretto ad esibirti in condizioni di stress è terminata; adesso ti stai esibendo in un concerto con un repertorio tranquillo, questa volta ben al di sotto della tua portata. Paradossalmente però, ti accorgi che stai continuando a respirare male comunque! Magari te ne stai rendendo conto analizzando il suono, che non ti piace, che lo vorresti diverso; in qualche modo cerchi pure di migliorarlo ma, in questo frangente, non ci riesci e non sai proprio come fare.

Eppure questa volta il repertorio è semplice!

Cosa succede?

In questo momento avresti tutti i motivi e anche le condizioni necessarie per essere rilassato, respirare correttamente e goderti questo momento, ma purtroppo non lo sei.

Perché?

Semplicemente perché il tuo respiro non lo è.

Il tuo corpo fa quello che tu, inconsciamente, gli hai detto di fare nei giorni passati: respirare in modo superficiale, usare la respirazione toracica. Il tuo corpo, inconsapevolmente, ha creato l’abitudine. Questa volta non è la mente a dire al corpo che sei stressato, (dovuto al fatto che il concerto è troppo difficile), ma è il corpo a dirlo alla mente, perché una respirazione superficiale stavolta corrisponde alla condizione di stress, creata dall’abitudine precedente!

In casi come questi, per creare nuovamente una buona abitudine è necessario che impariamo nuovamente a respirare!

Da anni ormai la mia idea sul corretto modo di respirare è la seguente: la respirazione diaframmatica bisogna utilizzarla sempre, in tutte le circostanza della vita, dobbiamo cioè praticarla in maniera spontanea e naturale, 24 ore su 24, e non solo quando abbiamo lo strumento in mano!

Se stiamo per esibirci e ci accorgiamo di avere un po’ di ansia, è proprio lì che dobbiamo ripristinare il nostro naturale modo di respirare e non il contrario.


“Se vuoi vincere l’ansia della vita, vivi il qui è ora, il momento presente, ascolta il tuo respiro.”

                                                                                            Amit Ray


Respirazione diaframmatica sempre!

I benefici che ne derivano sono infinti e non solo a livello musicale.

L’esercizio di respirazione che segue serve proprio a consentirti di sperimentare questo meraviglioso modo di respirare.


Esercizio di Respirazione Yoga – per rilassare la mente


Prova a calmare il sistema nervoso ed entrare in modalità di rilassamento con l’aiuto del respiro.

Sdraiati sulla schiena in Savasana o trova una posizione seduta facile e confortevole.

Porta la mano sinistra sul cuore e la destra sull’addome.

Inspira ed espira attraverso il naso e lentamente inizia ad allungare il respiro.

Inspira contando fino a 4, espira contando fino a 4.

Senti il petto e soprattutto l’addome sollevarsi sotto le tue mani. Se non lo senti, prova a rendere il respiro ancora più profondo.

Sulla prossima inspirazione, espandi il respiro inspirando fino a 5 ed espirando fino a 5, facendo arrivare il respiro fino sotto l’addome.

Continua finché ti senti a tuo agio, quindi espandi di nuovo il respiro finché riesci a inspirare contando fino a 10 ed espirare contando fino a 10.

Se ti senti a tuo agio con questo esercizio, inspira contando fino a 10, trattieni il respiro per un tempo, ed espira sempre contando fino a 10.

Dopo l’espirazione trattieni di nuovo il respiro per un tempo.

Lentamente estendi la durata della ritenzione del respiro fino a 3.

Non conosco trombettisti o maestri che non propongano ai propri allievi, soprattutto in fase preliminare, di praticare degli esercizi di respirazione.

Moltissimi Metodi per Tromba contengono esercizi simili a quello appena esposto, uno fra i tanti il famoso “Warm Ups” di James Stamp.

Meditazione
 Yoga – da poter praticare in qualsiasi momento


Mettiti in una posizione comoda; puoi decidere di stare sdraiato o seduto. Se decidi di stare seduto mantieni la schiena ben dritta.

Appena trovata una posizione confortevole, porta l’attenzione sul respiro e ogni volta che ti accorgi che la mente divaga, gentilmente, riporta l’attenzione sul respiro.

Osserva la fase di inspirazione ed espirazione.

Appoggia una mano sull’addome ed osserva come inspirando si gonfia leggermente ed espirando si sgonfia.

Mantieni la bocca chiusa e prediligi la respirazione solo attraverso il naso.

Poni attenzione al suono dell’aria che entra ed esce dalle tue narici e al differente calore che emana quando l’aria entra e poi fuoriesce.

Ogni qualvolta arriva un pensiero, ricorda di lasciarlo andare. Se un pensiero diventa più insistente riporta l’attenzione al respiro in maniera calma e consapevole.

Ora visualizza il tuo respiro come un cerchio diviso in 2 parti, inspirando percorri la prima metà del cerchio ed espirando la seconda metà.

Alla fine di ogni inspirazione e di ogni espirazione fermati un attimo.

Gradualmente prova a fermarti un po’ più a lungo nel punto tra l’inspirazione e l’espirazione.

Tenendo gli occhi chiusi, visualizza questo punto di fronte a te; immagina un punto luminoso che emana una luce dorata e accogliente, che ti avvolge in una sensazione di calore e benessere.

Ogni volta che inspiri, questa luce aumenta; quando espiri invece senti la luce pervadere la tua pelle e tutto il tuo corpo.

È una luce calda, che ti rilassa e tranquillizza.

Ti immergi nel calore di questa luce, senti il calore sulla pelle.

Rimani in questo momento tutto il tempo che vuoi, godi di questa esperienza.

Lentamente, quando lo vorrai, ritorna a prendere consapevolezza del tuo corpo. Osserva la tua posizione e l’ambiente che ti circonda.

Mantenendo gli occhi chiusi unisci i palmi delle tue mani ed inizia a sfregali tra loro fino a sentire una sensazione di calore; avvicina al viso le tue mani ed appoggiale dolcemente sui tuoi occhi chiusi.

Quando vuoi, lentamente separa le dita per far filtrare la luce.

Adesso puoi riaprire gli occhi.

Osserva adesso come ti senti dal punto di vista emotivo.

Prova ad eseguire questa meditazione prima di esibirti oppure alla fine di una giornata particolarmente stressante.

Sono sicuro che anche tu ne apprezzerai i benefici.

Conclusione


Prima di salutarti volevo suggerirti un altro articolo che ho trovato interessante e che parla di yoga e respirazione. 
Se sei interessato lo trovi al seguente link: https://flaviozanuttini.com/respirazione-e-produzione-del-suono/.
Bene, spero che anche questo argomento abbia suscitato in te degli spunti nuovi per una nuova interessante riflessione.
Mi auguro che anche tu possa riuscire a sfruttare lo yoga per lo sviluppo nonché per il miglioramento della tua tecnica trombettistica, oltre che di te stesso.

Se anche tu condividi la passione per lo yoga e vuoi suggerirmi la tua conoscenza, non esitare a scriverlo nei commenti o a contattarmi.

Inoltre, se ti fa piacere, iscriviti alla newsletter per ricevere direttamente nella tua mail gli articoli che pubblicherò in futuro.
Ciao, alla prossima!